Archivio per il 'How-to'Categoria

Arch Linux: Phoronix con GUI

Novembre 24, 2009

Avendo intenzione di fare dei benchmark dopo ogni cambiamento, sulla mia macchina con Arch Linux, ho deciso di installare Phoronix-test-suite. Usando anche la GUI.

Per ottenere questo bisogna installare php-gtk (il binding php per le librerie gtk) ma questo, al momento attuale, funziona solo con php<5.3.

Installazione del necessario

Ho trovato la soluzione su AUR. Da qui ho prelevato sia php 5.2 che php-gtk. Scompattati e installati con

$ makepkg -scir

Non uso yaourt e non ho intenzione di farlo! Fatto questo non resta che installare phoronix-test-suite

# pacman -S phoronix-test-suite

Configurazione

Qui ho trovato un dilemma. Facendo partire l’applicazione con le configurazioni php per php-gtk bisogna eseguire una roba del genere

$ php -c /etc/php/php-gtk.ini /usr/share/phoronix-test-suite/pts-core/phoronix-test-suite.php gui

Come se non bastasse i vari risultati dei test tentavano di essere salvati su tale directory (ovviamente impossibile: perché il tutto è di proprietà di root). Quindi ho adottato una soluzione drastica

# cd /etc/php
# mv php.ini php.ini_back
# mv php-gtk.ini php.ini

Finalmente così possiamo dare

$ phoronix-test-suite gui

senza colpo ferire.

Conclusioni

I nostri file di configurazioni, i test, risultati dei test verranno salvati in ~./phoronix. La GUI funziona un po’ male; apre molte finestre inutili durante i test che possono essere tranquillamente chiuse alla fine e alcuni test non riesco a installarli (ma provando dalla CLI il risultato è medesimo). Ora mi resta solo da capire come fare i confronti con test fatti su altre macchine…ma per questo c’è tempo!

Asus A8SC-4P107C, IrDA e Nokia 6070

Agosto 25, 2009

Quanto scritto in questo post è preso quasi nella sua totalità da questo. Quindi non ringraziate me ma DnaX (fra l’altro ho scoperto essere è un mio collega Ingegnere Informatico) anche perché quanto andrò a scrivere è solo la mia soluzione per il mio hardware e software (Arch Linux, Xfce 4.6, Linux 2.6.30.5) quindi non fatemi domande troppo difficili: non saprò rispondere!

Installazione del necessario
pacman -S irda-utils openobex obexftp
Ma questo è utile solamente se volete fare dei test come scritto nel post di Dnax.

Moduli del kernel
Aggiungere su /etc/rc.conf, nell’array MODULES, ircomm-tty

Usare Ircp-Tray
Ircp-Tray è un’applicazione che starà nel tray pronta a spedire al cellulare i nostri file. Questa applicazione è sviluppata e portata avanti sempre da DnaX ed è presente in AUR grazie al nostro archer psykopear. Per usare Ircp-Tray è necessario legare la porta utilizzata per l’IrDA allo stack del kernel e attivare l’auto-discovering. Quindi in /etc/rc.local inserire irattach /dev/ttyS1 -s & (l’& finale è solo per far eseguire questo comando in background, non fatevi seghe mentali non c’entra direttamente con l’IrDA). Una volta riavviato il portatile potete inviare i file al cellulare. Ircp-Tray dirà

Sembra che non ci sia un dispositivo qui vicino. Continuare?

ma continuate (date Ok): funzionerà lo stesso!

Usare Wammu
Wammu mi permette di scaricare i messaggi, la rubrica e inviare messaggi tramite il cellulare con una bellissima interfaccia grafica (Wammu è l’interfaccia grafica per Gammu). Forse fa anche di più ma devo ancora provare tutte le varie opzioni. L’unica pecca è che, purtroppo, non sono ancora riuscito a impostare Wammu per inviare file al cellulare quindi, finché non mi metto d’impegno e ci capisco qualcosa dell’IrDA su Linux, continuo ad usare Ircp-Tray per questa funzione. Per installare Wammu basta dare

pacman -S wammu

Fatto questo dobbiamo aggiungere il nostro utente al gruppo uucp, questo per me si traduce in

gpasswd -a ugaciaka uucp

Per le impostazioni vi lascio uno screenshotwammu

Conclusioni
Eccoci arrivati alla fine, spero vi sia d’aiuto questo post. Se scopro qualcos’altro modificherò l’articolo o se avete qualche suggerimento non esitate a scrivere un commento ;-)

Netgear DG834G: log, dns

Giugno 28, 2009

In questi ultimi due giorni mi sono messo a configurare o sfruttare al meglio il mio router/switch/gateway/firewall/access point wireless (ho dimenticato qualcosa?). A dire la verità è da circa 4 anni o forse di più che lo ho e già dopo averlo comprato avevo configurato il WiFi (inteso come WPA, indirizzi statici ecc..) e poco successivamente il firewall ma non è di questo che voglio parlare (magari farò un altro articolo a riguardo).

Quello che in realtà ho voluto fare è: vedere i log del router sul mio pc e usare come server DNS il router stesso.

Syslog DG834G e syslog-ng.conf

Prima cosa, ovviamente, girare i log del router su un pc della nostra LAN o WLAN. Basta andare su Registri e fare come la figura di seguito (ovviamente i log che si sceglie di tenere traccia sono a vostra discrezione)

Girare sull'host 192.168.0.3 i log del router

Girare sull'host 192.168.0.3 i log del router

Fatto questo bisogna configurare syslog-ng.conf. Secondo gli standard i log vengono trasmessi secondo il protocollo UDP sulla porta 154 inoltre se abbiamo impostato iptables sull’host 192.168.0.3 bisogna aprire tale porta per tale protocollo (ma questo arrangiatevi perché io uso solo il firewall del router). Sapendo questo il resto è facilissimo in quanto basta aggiungere le seguenti righe in syslog-ng.conf

  • udp(ip(“0.0.0.0″) port(514)); in source src. Non servono molte spiegazioni a parte il fatto che come ip non possiamo usare 192.168.0.3, la spiegazione dovrebbe venirci dal man: If you do not want to bind to a specific interface use 0.0.0.0. Ma sinceramente non ho capito bene che cosa voglia dire;
  • destination d_netgear { file(“/var/log/netgear.log”); }; ovviamente dove vogliamo che vengano salvati i log
  • filter f_netgear { host(“192.168.0.1″); }; filtro solo in base all’host, nel mio caso è ovviamente il router che ha indirizzo, nella rete LAN, 192.168.0.1
  • log { source(src); filter(f_netgear); destination(d_netgear); }; infine loggo tutto secondo quanto impostato sopra.

Semplice no? Se qualcuno ha qualcosa da aggiungere può farlo in questo topic. La prova che funziona è questa:

tail /var/log/netgear.log
Jun 28 10:25:51 192.168.0.1 Administrator: login successful – IP:192.168.0.3
Jun 28 10:30:56 192.168.0.1 LCP: down.
Jun 28 10:31:05 192.168.0.1 Initialize: LCP.
Jun 28 10:31:05 192.168.0.1 LCP: is allowed to come up.
Jun 28 10:31:12 192.168.0.1 PAP: authentication success
Jun 28 10:31:22 192.168.0.1 Loss: of synchronization :6
Jun 28 10:32:49 192.168.0.1 Administrator: login successful – IP:192.168.0.3
Jun 28 10:41:36 192.168.0.1 TCP: Packet – Source:62.211.73.232 Destination:87.0.11.42 – [PORT SCAN]
Jun 28 10:41:39 192.168.0.1 TCP: Packet – Source:83.234.78.229,1417 Destination:87.0.11.42,445 – [DOS]
Jun 28 10:41:45 192.168.0.1 TCP: Packet – Source:62.211.73.232 Destination:87.0.11.42 – [PORT SCAN]

PS per chi se lo chiedesse i port scan e i gli attacchi DOS sono provocati dai canali IRC: succede quando vi riconnettete molto velocemente (telecom di m***a) e i server IRC cercano di rompervi le balle credendovi una minaccia.

Usare il router DG834G come server DNS

Possiamo chiedere al router di risolvere i nomi di dominio invece di farlo in locale impostando i DNS su resolv.conf. Ovviamente consiglio di impostare sul router dei server DNS decenti invece che farli caricare ad ogni avvio dall’ISP: basta andare sulle Configurazioni di Base. Vedi immagine sotto

Impostare dei DNS, io uso i FoolDNS

Impostare dei DNS, io uso i FoolDNS

Qui ho impostato i FoolDNS che consiglio caldamente. Fatto questo basta editare resolv.conf e mettere (prima di tutti gli altri oppure da solo)

nameserver 192.168.0.1

che è l’indirizzo del router. Ovviamente se usate il DHCP per farvi dare un indirizzo dal router a ogni boot o ogni volta che chiedete un indirizzo IP i server in resolv.conf verranno sovrascritti con quelli impostati sul router: qui ci sono delle soluzioni interessanti. Eccovi comunque la prova che tutto funziona a meraviglia:

dig www.google.it

; <> DiG 9.6.0-P1 <> www.google.it
;; global options: +cmd
;; Got answer:
;; ->>HEADER<<- opcode: QUERY, status: NOERROR, id: 58046
;; flags: qr rd ra; QUERY: 1, ANSWER: 6, AUTHORITY: 7, ADDITIONAL: 7

;; QUESTION SECTION:
;www.google.it. IN A

;; ANSWER SECTION:
www.google.it. 181999 IN CNAME www.google.com.
www.google.com. 352652 IN CNAME www.l.google.com.
www.l.google.com. 70 IN A 72.14.221.103
www.l.google.com. 70 IN A 72.14.221.104
www.l.google.com. 70 IN A 72.14.221.147
www.l.google.com. 70 IN A 72.14.221.99

;; AUTHORITY SECTION:
l.google.com. 6280 IN NS c.l.google.com.
l.google.com. 6280 IN NS d.l.google.com.
l.google.com. 6280 IN NS e.l.google.com.
l.google.com. 6280 IN NS f.l.google.com.
l.google.com. 6280 IN NS g.l.google.com.
l.google.com. 6280 IN NS a.l.google.com.
l.google.com. 6280 IN NS b.l.google.com.

;; ADDITIONAL SECTION:
a.l.google.com. 6336 IN A 74.125.53.9
b.l.google.com. 6336 IN A 74.125.45.9
c.l.google.com. 6336 IN A 64.233.161.9
d.l.google.com. 6344 IN A 74.125.77.9
e.l.google.com. 6344 IN A 209.85.137.9
f.l.google.com. 6336 IN A 72.14.203.9
g.l.google.com. 6344 IN A 74.125.95.9

;; Query time: 55 msec
;; SERVER: 192.168.0.1#53(192.168.0.1)
;; WHEN: Sun Jun 28 11:07:35 2009
;; MSG SIZE rcvd: 367

Notare il server che viene usato.

A8SC-4P107C: risparmio energetico. Parte V

Maggio 24, 2009

Quanto scritto in questo post è il seguito di quanto nei seguenti:

Ora sto usando il kernel Linux 2.6.29. Quindi per versioni inferiori, per esempio, alcuni percorsi in /sys potrebbero essere diversi.

Risparmio energetico Hard Disk tramite File System ext4 (ext3)

Possiamo far risparmiare il nostro Hard Disk tramite alcune opzioni di ext4 (ext3):

  • esistono 3 modi per fare il journaling: data=writeback, data=ordered, data=journal. Quello meno sicuro è il primo ma ottiene meno accessi al disco. Il più sicuro è l’ultimo ma si hanno più accessi al disco. Il secondo invece è l’impostazione di default. Più informazioni si possono trovare qua. Se vogliamo riassumere: se avete una partizione sulla quale potete rischiare che un file appena modificato diventi corrotto, nel caso di un inaspettato riavvio, potete mettere pure data=writeback. Altrimenti è meglio lasciare tutto con i valori di default;
  • si può anche disattivare il journaling con l’opzione noload. Sembra essere stato provato che ext4 senza journaling sia più performante di ext2 (che è il File System che non ha il journaling). Quindi se avete una partizione sulla quale non vi interessa preservare il File System, cioé a seguito di una corruzione dovete riformattare tutto con perdita dei dati, potrebbe essere una buona idea mettere ext4 con opzione noload. Potrebbe andare bene, per esempio, per chi ha una partizione separata per /var/cache/pacman;
  • per avere meno accessi al disco si può usare l’opzione relatime (l’evoluzione di noatime che non fa arrabbiare Mutt). Si fa in modo che venga aggiornato lo atime (il tempo di ultimo accesso) solo se quello precedente è diverso da mtime (il tempo di modifica) o da ctime (il tempo di accesso). Maggiori informazioni si possono trovare qui. Questa opzione non dovrebbe aver nessuna controindicazione (gli amici di Ubuntu la usano di default dalla versione 8.04);
  • commit: fa il sync (cioé scrive veramente sul disco) tutti i dati e metadati ogni tot secondi. Di default è 5 ma se c’è qualche furbo che mette 0 sappia che commit prende lo stesso 5. Dico subito che questo non inficia il journaling ma potrebbe provocare sgradevoli sorprese. Faccio un esempio con il valore di default, cioé commit=5. Siete in treno e avete il portatile alimentato a batteria, per una ragione a noi sconosciuta Linux va in crash: al massimo perdete tutto quello che avete scritto, della vostra tesi di laurea, negli ultimi 5 secondi. Quindi se volete mettere una valore maggiore di commit, per aver meno accessi al disco, siete avvertiti. Sempre facendo riferimento all’esempio di prima: 10 secondi farebbero bestemmiare chiunque scriva abbastanza veloce alla tastiera.
  • barrier è un’opzione presente solo in ext4 e diminuisce le performance dato che forza, in un certo qual modo, il journaling. Si può disattivare, rischiando in certe occasioni una corruzione dei dati come spiegato in quell’articolo, con l’opzione nobarrier.

Risparmio energetico Hard Disk tramite tmpfs

Ancora con tmpfs? Hai rotto il “ci a 2 zeta o”.

Più o meno, voglio sfruttare tutto questo giga di ram che mi ritrovo. Visto e considerato che il nostro laptop non fa da server e dei log di sistema ci interessa fin la perché non montare /var/log su tmpfs? Appunto, quindi su fstab ho aggiunto questa riga.

none /var/log tmpfs mode=1755 0 0

Direi che è un buon compromesso fra disattivare del tutto i log e averli sempre scritti sul disco. Lo stesso si può fare anche con /var/run e /var/lock

none /var/run tmpfs mode=1755 0 0
none /var/lock tmpfs mode=1777 0 0

Se qualcuno se lo chiede mode imposta i permessi nella stessa logica numerica di chmod, ho visto i permessi delle directory e ho impostato tmpfs di conseguenza.
Risparmio energetico Hard Disk tramite swappiness

La swap è una partizione importante, dovrebbe esserci sempre nonostante i giga e giga di ram che abbiamo.  Però possiamo aiutare il kernel nel dirgli: ok c’è, ma usane proprio quando strettamente necessario. Questa cosa si cerca già di fare ma in un portatile è ancora più importante. Ho così letto questa spiegazione per esseri umani. Ho modificato /etc/sysctl.conf aggiungendoci la riga vm.swappiness = 30. In questo caso ho preferito non masturbare il kernel dicendogli nell’avere un valore di swappiness differente a seconda dell’alimentazione.

Risparmio energetico USB

Ho trovato interessante questa lettura. Spiega anche il famoso usbcore.autosuspend=1
che ci consiglia powertop
e che a me non interessa perché il delay mi va bene anche al valore di default cioé 2.

Di solito chi usa il portatile non ha device USB inseriti (anche se alcuni interni, come il bluetooth, sono sempre USB). Quindi perché dare tutta la corrente a tutte le porte? Appunto! Occhio prima di procedere con quanto indicato, non fatelo se non sapete quali dispositivi USB state disattivando sopratutto sul computer fisso: tastiera, mouse? Sennò non potete più accedere al sistema!

Per sospendere l’alimentazione a tutti (che è come fare l’autosuspend con delay 0)

echo suspend > /sys/class/usb_device/*/device/power/level

mentre per ritornare alla situazione di default

echo auto > /sys/class/usb_device/*/device/power/level

Comunque ho notato che se attacco un device o se riattivo il bluetooth il corrispondente livello ritorna, da solo, alla situazione di default. Almeno da quanto ho letto dalla documentazione per un device USB potrebbe essere normale (peccato che sul fisso, sospendendo tutto, né mouse ne tastiera volevano tornare alla situazione di prima).

Undervolting CPU

Dato che sto ancora provando, più o meno, vi consiglio di darvi una letta a questo topic presente nel forum di Arch Linux. Ho cercato di spiegare e scovare tutte le informazioni per configurare l’undervolting di una CPU Intel Dual Core (che io sappia non esiste una documentazione e bisogna poprio andare di google e forum ufficiale del progetto). Quindi aspettatevi, magari fra qualche mese o mai, una Parte VI per la gestione energetica dove illustrerò i valori minimi di Volt da dare in pasto al mio T7250.

E anythings.zsh?

Vero? Non vi ho ancora dato l’ultima versione del mio script omnicomprensivo che intercetta qualsiasi evento acpi per il semplice fatto che potete trovarlo qua (insieme ad rc.local…).

conky & hddtemp

Dicembre 30, 2008

Eccomi ora con un piccolo how-to riguardante hddtemp e il suo uso per conky. Sì lo so, dovrei studiare per l’ultimo esame che mi allontana dalla laurea, ma il cane dei vicini mi sta rendendo idrofubo con il suo continuo abbaiare (è dalle 8 del mattino che rompe le palle!).

La soluzione, che ho appena adottato, ha i seguenti pregi:

  • non crea file di log inutili in /var/log/auth riguardo l’uso di hddtemp
  • usa la variabile hddtemp di conky (senza usare execi)
  • non serve modificare sudoers (come facevo io)

ma i seguenti difetti

  • bisogna avviare un demone

Direi che i pregi sono maggiori dei difetti quindi procediamo.

Configurare hddtemp [solo per chi ha più HD da controllare]

Dopo aver installato hddtemp e inseritone il nome nell’array di demoni in /etc/rc.conf editiamo il suo file di configurazione

/etc/conf.d/hddtemp

e modifichiamo il parametro

DRIVES=”/dev/sda”

con

DRIVES=”/dev/sd[ab]“

Naturalmente io ho modificato il tutto avendo due dischi, chi ne avesse per esempio tre

DRIVES=”/dev/sd[abc]“

e così via (ma voglio conoscere il tipo che, per uso desktop, ha più di due HD!)

Hddtemp su conky

Perfetto, ora la variabile hddtemp funziona egregiamente su conky per il/i nostro/i hd, provate con

${hddtemp /dev/sda}

Ulteriori informazioni

Il tutto è nato grazie a queste discussioni sul forum italiano di archlinux

http://www.archlinux.it/forum/viewtopic.php?id=2575

http://www.archlinux.it/forum/viewtopic.php?id=2304

Lightscribe Lacie su Archlinux

Luglio 9, 2008

So come installare il programma gratuito, della Lacie, per sfruttare i masterizzatori con tecnologia Lightscribe su: ubuntu, su zenwalk, sulle distro basate su RPM. Ovviamente tutti i problemi, con relativi trucchetti di installazione, nascono da questo fatto: l’applicativo non è rilasciato sotto GPL ma sottoforma di binari (compattati in RPM). Ma come si fa con archlinux? Come al solito AUR è ci viene incontro.

Prima di installare
Dato che dobbiamo estrarre il binario dal RPM ci serve rpmextract

sudo pacman -S rpmextract

Installazione del server

wget http://aur.archlinux.org/packages/lightscribe/lightscribe.tar.gz
tar -zxvf lightscribe.tar.gz
cd lightscribe
makepkg
sudo pacman -U lightscribe-1.14.17.1-1-i686.pkg.tar.gz


Installazione del client

wget http://aur.archlinux.org/packages/4l/4l.tar.gz
tar -zxvf 4l.tar.gz
cd 4l
makepkg
sudo pacman -U 4l-1.0r6-4-i686.pkg.tar.gz

Editare il menù k
Per avviare finalmente l’applicativo (per chi ha kde) basta digitare da console

kdesu 4L-gui

Ovviamente così è macchinoso, quindi basta editare il menù k e aggiungere una voce (il menù e l’icona la scegliete voi :-) ) con tale comando.

Ultima chicca

Dato che i miei nipoti sono dei devastatori quando faccio il backup dei loro cartoni animati, tenendo gli originali al sicuro, almeno uso il lightscribe. Dato che non ho voglia di scannerizzare, con kooka, vado direttamente qui e tanti saluti ;-)

kgmailnotifier e archlinux

Luglio 8, 2008

Su archlinux ho dovuto compilare kgmailnotifier, ormai giunto alla versione 0.4.0-rc2, non essendoci in nessuno dei repository. Devo dire che è migliorato molto, lo sviluppatore di questo programmino si deve essere messo proprio d’impegno dato che agli inizi tutto il suo lavoro era quasi un semplice script in python!

Prima di installare

Ovviamente scarichiamo il pacchetto dove vogliamo ma prima di passare all’installazione bisogna procurarsi pkgconfig. Quest’ultimo serve per passare il path incluso e/o i path delle librerie per costruire tool durante l’esecuzione del make; praticamente se non abbiamo pkgconfig il

/.configure

ci darà questo responso

Qt (>= Qt 3.2 and < 4.0) (headers and libraries) not found. Please check your installation!

Quindi

pacman -S pkgconfig

Compilazione e installazione
Il -j2 ricordo è per chi vuole sfruttare le due core durante la compilazione.

tar -jxvf  55375-KGmailNotifier-0.4.0-rc2.tar.bz2
cd KGmailNotifier/
make -f Makefile.cvs
./configure
make -j2

Poi da root

# make install

Conclusione
Ora basta andare sul K menù, fra Internet e buon divertimento!

Oppure usiamo AUR
Come potete vedere dal commento a questo post, c’era già tutto bello e pronto in AUR. A voi la scelta…

archlinux e HP laserjet 1022

Luglio 7, 2008

Ho penato un po’ per far fungere questa stampante, la mia, sotto archlinux. Però tutto sommato mi sono divertito.

Premessa
Dato che io non sto utilizzando sudo sotto archlinux, ma ho un utente root a se stante, per scrivere questi miei appunti intendo la # come “usate root”.
Installare le dipendenze

# pacman -S foomatic-db-hpijs

Aggiungere il proprio utente a lp
Controllare che il proprio utente sia faccia parte del gruppo di lp

groups
lp wheel network video audio optical floppy storage scanner camera ugaciaka

Se ciò non fosse basta aggiungerlo con il semplice comando

# gpasswd -a ugaciaka lp

Installare i driver
La stampante ha degli ottimi driver per linux (o per lo meno lo sono per i miei scopi). O si fa affidamento ad AUR o si installa normalmente, però sotto archlinux bisogna apportare delle piccole modifiche come spiegato qua. Ecco il procedimento completo compreso di modifiche:

# wget -O foo2zjs.tar.gz http://foo2zjs.rkkda.com/foo2zjs.tar.gz
# tar zxf foo2zjs.tar.gz
# cd foo2zjs
# nano Makefile

troviamo la riga (CTRL+W)

LPuid=-olp

e la modifichiamo così

LPuid=-oroot

Salviamo (CTRL+O) e chiudiamo (CTRL+X). Ora compiliamo il tutto (l’opzione -j2 è per chi ha un processore con due core) e installiamo i driver

# make -j2
# make install
# make install-hotplug

Carichiamo il modulo usblp
Serve il modulo del kernel per le stampanti usb, lo carichiamo

# modprobe usblp

e

# nano /etc/rc.conf

aggiungendo su MODULES la stringa usblp.

Installiamo CUPS
Installiamo CUPS e poi lo facciamo partire

# pacman -Sy cups
# /etc/rc.d/cups start

Se non ci sono errori facciamo in modo che parta all’avvio del sistema

# nano /etc/rc.conf

aggiungendo su DAEMONS la stringa cups.

Installazione
Finalmente possiamo installare andando all’indirizzo http://localhost:631/ e aggiungere una stampante per via grafica. Quando richiesto mettere come utente root e come password quella di root.

Maggiori informazioni
Naturalmente il wiki di archlinux è fatto ottimamente

Intel 3945 su ubuntu 8.04

Giugno 19, 2008

Breve guida su come far funzionare la scheda WiFi 3945 di Intel. Naturalmente tutto testato con wpa essid nascosto e ip statici.

Ho scritto la guida per installare i driver con il kernel ricompilato dimenticandomi di scrivere come usarli: come si configura ora? Bene adesso lo spiegherò.

Ovviamente alcuni parametri dovete saperli voi, tipo la vostra password, gli indirizzi ip della vostra rete ecc ecc

Prima di tutto

Innanzitutto assicuriamoci che compaia una wlan0 tramite il comando ifconfig. Se non c’è avete fatto qualche castroneria, quindi cazzi vostri.

Fatto questo tiriamo giù eth0 e su wlan0 (ovviamente adattate le vostre situazioni)

sudo ifconfig eth0 down
sudo ifconfig wlan0 up

Ora con iwconfig dovrebbe comparire wlan0 (wmaster0 non toccatela, è una periferica fittizia)

Configuriamo l’interfaccia di rete

ugaciaka@echoes:~$ cat /etc/network/interfaces
auto lo
iface lo inet loopback

#auto eth0
#iface eth0 inet dhcp

auto wlan0
iface wlan0 inet static
address indirizzo_ip_adattatore
netmask 255.255.255.0
gateway indirizzo_ip_router
wireless-essid nome_rete_essid
wireless-channel 11
wpa-driver wext
wpa-conf /etc/wpa_supplicant.conf

L’eth0 la lasciamo là, così almeno possiamo connetterci a internet (se qualcosa dovesse andare storto) con l’ethernet decommentando quelle righe, commentando quelle relative alla sezione wlan0 e riavviando le interfacce

ugaciaka@echoes:~$ sudo /etc/init.d/networking restart

e/o

ugaciaka@echoes:~$ sudo dhclient3 eth0

Ovviamente ammesso e concesso che il vostro router abbia il DHCP (momentaneamente) attivato.

Configuriamo per il wpa wpa_supplicant.conf

wpa_passphrase nome_rete password

riceverete (dopo l’inserimento della password per la rete)

#
reading passphrase from stdin
password
network={
ssid=”nome_rete”
#psk=”password”
psk=82b8b0bad290450d6e8476a1ae27a40aae0c2c28278bf98be028ee3ae57645db
}

Ottenute queste informazioni creiamo un il file qui sotto e ci mettiamo anche questi parametri

ugaciaka@echoes:~$ cat /etc/wpa_supplicant.conf
ctrl_interface=/var/run/wpa_supplicant
fast_reauth=1
network={
ssid=”nome_rete”
proto=WPA
key_mgmt=WPA-PSK
pairwise=TKIP
group=TKIP
#psk=”password”
psk=82b8b0bad290450d6e8476a1ae27a40aae0c2c28278bf98be028ee3ae57645db
}

Infine deamonizziamo tutto con

sudo wpa_supplicant -Dwext -iwlan0 -c /etc/wpa_supplicant.conf -dd -B

Risoluzione di un bug

Esiste un bug fastidioso riguardante i driver installati in hardy che non rileva le reti all’avvio. Risolvibile con questo trucchetto: si crea un file nelle regole di modprobe che faccia questo per noi!

ugaciaka@echoes:~$ cat /etc/modprobe.d/iwl3945
alias wlan0 iwl3945
options iwl3945 disable_hw_scan=1

Infine

Ok, ora avete quasi tutto. Riavviate il computer o

ugaciaka@echoes:~$ sudo /etc/init.d/networking restart

e buona fortuna.

Controllare salute hard disk

Maggio 24, 2008

Ogni tanto bisogna pur controllare lo stato di salute degli HD, in fondo una testina che va su e giù e il disco che gira tutto il giorno aumentano la probabilità di qualche problema HW.

Installazione

Bene installiamo il necessario

sudo apt-get install smartmontools

HD *ata

Supponiamo che voi abbiate un sata o pata, quello che è insomma, e che sia il sda il disco da controllare…

sudo smartctl -d ata /dev/sda

così abilitate il controllo su quel disco oppure se non va (spero di no a me va sempre)

sudo smartctl -d ata -s on /dev/sda

poi facciamo un controllo veloce

sudo smartctl -d ata -t short /dev/sda

lo lasciate lavorare per il tempo che chiede…di solito 2-3 minuti
Poi controllate

sudo smartctl -d ata -l selftest /dev/sda

Se compare tipo una roba del genere

Num Test_Description Status Remaining LifeTime(hours) LBA_of_first_error
# 1 Short offline Completed without error 00% 4642 -

niente paura, vi sta solo dicendo

  • che ha finito (00%),
  • che l’hard disk ha vissuto 4642 ore che NON sono quelle che gli rimangono da vivere ma quelle che ha già vissuto (e credo che si riferisca a ore di consumo, non ore di quanto è stato usato il disco)
  • che non ci sono errori -

HD ide

Tutto funziona uguale, basta togliere l’opzione -d ata ai comandi

Se proprio non va…

Vediamo se gli HD sono compatibili con questo tool..

sudo smartctl -i /dev/hda

Per controlli più accurati…

Per controllare più accuratamente il tutto, quindi ci vuole mooooooooolto tempo,

sudo smartctl -t long /dev/sda

Per interrompere

sudo smartctl -X

Per saperne di più

Basta dare il comando

sudo smartctl -a /dev/sda

Vi renderà noto tutti i parametri che usa per sapere se un disco è in buona salute o no, per esempio a me la temperatura massima ha sforato solo una volta (dopo ho comprato una ventola sparata sugli HD nella parte sotto del case e poi una sopra che butti fuori l’aria, ora va tutto ok…)

Per controlli meno accurati…

Se siete nella condizione:

Oh cazzo il disco fa strani errori

oppure

Questo disco è vecchio come mia nonna

Forse non è il caso di fare i test descritti sopra, meglio dare una controllata velocissima con

sudo smartctl -d ata -H /dev/sda

Se ottenete Failed meglio che copiate i vostri dati da qualche altra parte e buttate via il disco!

Con una interfaccia grafica

Esiste anche una interfaccia grafica molto carina e facile da usare: gsmartcontrol. Sulle tabelle riassuntive cerca anche di spiegare cosa significhino i vari parametri. Consiglio di darci un’occhiata.Screenshot