Archivio per il 'Arch Linux'Categoria

Xfwm theme decente!

Agosto 14, 2009

Finalmente un tema Xfwm decente! Sto parlando di Crono Dark. Ho solo modificato leggermente il tema in modo che il testo delle finestre attive risulti bianco mentre, quando sono inattive, su un grigetto.

Finalmente ho raggiunto una pace dei sensi estetica. In definitiva questo è la mia ultima opera dopo piccoli ritocchi. A voi i commenti.

Screenshot

Istantanea-1

ATI Sapphire HD4670 512M GDDR4

Luglio 21, 2009

Ormai che cambio l’alimentatore cambio anche scheda video? La mia vecchia ATI è una Sapphire X1600 Pro da 256mb GDDR3. La ventola è rotta per metà ed è solo grazie al super attack che quella metà non penzola più. Infine, come se non bastasse, la superficie con le scritte ati bla bla sembra bruciata da un accendino.

Alla fine mi sono iscritto ad hwupgrade (era da anni che dovevo farlo) e ho chiesto consiglio dato che ero partito con una NVIDIA . Mi hanno consigliato una ATI Radeon HD4670. Leggendo alcune recensioni mi ha fatto una buona impressione, oltretutto è supportata dai radeonhd in attesa che i catalyst funzionino con un kernel 2.6.30 (visto che su Arch Linux con gli upgrade faccio come Mussolini: vado solo avanti!). Alcuni link utili per chi si trovasse in una situazione simile:

20090115100504_11138-17_HD4670_512MBGDDR4_PCIE_C03

Per i maligni che si chiedono dove trovi un disoccupato tutti questi soldi per cambiare l’hw voglio ricordare una cosa: quando vi laureate esigete solo soldi. Regali inutili, braccialetti orrendi, crocifissi, madonne, orologi-da-polso-manageriali e cazzate varie dovete rendere noto che non vi interessano. Ecco dove li trovi tutti questi soldi.

L’unico problema che mi si pone davanti è: come minchia si cambia scheda video quando si a che fare con Windows? Disinstallo i driver, cambio scheda, installo i nuovi driver? O altro? Maledetto sistema operativo randomico…

Finalmente

Luglio 7, 2009

VLC è alla versione 1.0.0!!! Dopo sei anni di fidanzamento (che ho tradito qualche volta con kaffeine sotto kde 3.x.y) questo lodevolissimo software, che però uso solo per guardare qualsiasi cosa senza problemi, è arrivato alla versione fatidica versione di 1.0.0. Forse non vuol dire un cazzo ma quanti ricordi mi fa venire in mente, quanti film e porno che ho visto grazie a questo programma. Quante anteprime di file non ancora conclusi, ISO da masterizzare…

PS ho finalmente disinstallato k3b che mi accompagna fin dagli albori della mia esperienza con distro GNU/Linux. No ragazzi la versione alpha che si trova nei repo di Arch Linux è  troppo acerba (ma va? è un’alpha!). Ho così installato al suo posto sound-juicer, che si porta dietro anche brasero ma devo ancora provarlo, per convertire dai cd audio (in flac sul pc, non ho un lettore mp3 o similari) e xfburn per masterizzare. Dato che uso XFCE ho qualcosa che si integra anche meglio con il resto.

Ho anche notato che i programmi per KDE hanno maree di robe in più rispetto ai corrispettivi GNOME e XFCE, forse è solo un caso e non so se sia un bene o un male.

Netgear DG834G: log, dns

Giugno 28, 2009

In questi ultimi due giorni mi sono messo a configurare o sfruttare al meglio il mio router/switch/gateway/firewall/access point wireless (ho dimenticato qualcosa?). A dire la verità è da circa 4 anni o forse di più che lo ho e già dopo averlo comprato avevo configurato il WiFi (inteso come WPA, indirizzi statici ecc..) e poco successivamente il firewall ma non è di questo che voglio parlare (magari farò un altro articolo a riguardo).

Quello che in realtà ho voluto fare è: vedere i log del router sul mio pc e usare come server DNS il router stesso.

Syslog DG834G e syslog-ng.conf

Prima cosa, ovviamente, girare i log del router su un pc della nostra LAN o WLAN. Basta andare su Registri e fare come la figura di seguito (ovviamente i log che si sceglie di tenere traccia sono a vostra discrezione)

Girare sull'host 192.168.0.3 i log del router

Girare sull'host 192.168.0.3 i log del router

Fatto questo bisogna configurare syslog-ng.conf. Secondo gli standard i log vengono trasmessi secondo il protocollo UDP sulla porta 154 inoltre se abbiamo impostato iptables sull’host 192.168.0.3 bisogna aprire tale porta per tale protocollo (ma questo arrangiatevi perché io uso solo il firewall del router). Sapendo questo il resto è facilissimo in quanto basta aggiungere le seguenti righe in syslog-ng.conf

  • udp(ip(“0.0.0.0″) port(514)); in source src. Non servono molte spiegazioni a parte il fatto che come ip non possiamo usare 192.168.0.3, la spiegazione dovrebbe venirci dal man: If you do not want to bind to a specific interface use 0.0.0.0. Ma sinceramente non ho capito bene che cosa voglia dire;
  • destination d_netgear { file(“/var/log/netgear.log”); }; ovviamente dove vogliamo che vengano salvati i log
  • filter f_netgear { host(“192.168.0.1″); }; filtro solo in base all’host, nel mio caso è ovviamente il router che ha indirizzo, nella rete LAN, 192.168.0.1
  • log { source(src); filter(f_netgear); destination(d_netgear); }; infine loggo tutto secondo quanto impostato sopra.

Semplice no? Se qualcuno ha qualcosa da aggiungere può farlo in questo topic. La prova che funziona è questa:

tail /var/log/netgear.log
Jun 28 10:25:51 192.168.0.1 Administrator: login successful – IP:192.168.0.3
Jun 28 10:30:56 192.168.0.1 LCP: down.
Jun 28 10:31:05 192.168.0.1 Initialize: LCP.
Jun 28 10:31:05 192.168.0.1 LCP: is allowed to come up.
Jun 28 10:31:12 192.168.0.1 PAP: authentication success
Jun 28 10:31:22 192.168.0.1 Loss: of synchronization :6
Jun 28 10:32:49 192.168.0.1 Administrator: login successful – IP:192.168.0.3
Jun 28 10:41:36 192.168.0.1 TCP: Packet – Source:62.211.73.232 Destination:87.0.11.42 – [PORT SCAN]
Jun 28 10:41:39 192.168.0.1 TCP: Packet – Source:83.234.78.229,1417 Destination:87.0.11.42,445 – [DOS]
Jun 28 10:41:45 192.168.0.1 TCP: Packet – Source:62.211.73.232 Destination:87.0.11.42 – [PORT SCAN]

PS per chi se lo chiedesse i port scan e i gli attacchi DOS sono provocati dai canali IRC: succede quando vi riconnettete molto velocemente (telecom di m***a) e i server IRC cercano di rompervi le balle credendovi una minaccia.

Usare il router DG834G come server DNS

Possiamo chiedere al router di risolvere i nomi di dominio invece di farlo in locale impostando i DNS su resolv.conf. Ovviamente consiglio di impostare sul router dei server DNS decenti invece che farli caricare ad ogni avvio dall’ISP: basta andare sulle Configurazioni di Base. Vedi immagine sotto

Impostare dei DNS, io uso i FoolDNS

Impostare dei DNS, io uso i FoolDNS

Qui ho impostato i FoolDNS che consiglio caldamente. Fatto questo basta editare resolv.conf e mettere (prima di tutti gli altri oppure da solo)

nameserver 192.168.0.1

che è l’indirizzo del router. Ovviamente se usate il DHCP per farvi dare un indirizzo dal router a ogni boot o ogni volta che chiedete un indirizzo IP i server in resolv.conf verranno sovrascritti con quelli impostati sul router: qui ci sono delle soluzioni interessanti. Eccovi comunque la prova che tutto funziona a meraviglia:

dig www.google.it

; <> DiG 9.6.0-P1 <> www.google.it
;; global options: +cmd
;; Got answer:
;; ->>HEADER<<- opcode: QUERY, status: NOERROR, id: 58046
;; flags: qr rd ra; QUERY: 1, ANSWER: 6, AUTHORITY: 7, ADDITIONAL: 7

;; QUESTION SECTION:
;www.google.it. IN A

;; ANSWER SECTION:
www.google.it. 181999 IN CNAME www.google.com.
www.google.com. 352652 IN CNAME www.l.google.com.
www.l.google.com. 70 IN A 72.14.221.103
www.l.google.com. 70 IN A 72.14.221.104
www.l.google.com. 70 IN A 72.14.221.147
www.l.google.com. 70 IN A 72.14.221.99

;; AUTHORITY SECTION:
l.google.com. 6280 IN NS c.l.google.com.
l.google.com. 6280 IN NS d.l.google.com.
l.google.com. 6280 IN NS e.l.google.com.
l.google.com. 6280 IN NS f.l.google.com.
l.google.com. 6280 IN NS g.l.google.com.
l.google.com. 6280 IN NS a.l.google.com.
l.google.com. 6280 IN NS b.l.google.com.

;; ADDITIONAL SECTION:
a.l.google.com. 6336 IN A 74.125.53.9
b.l.google.com. 6336 IN A 74.125.45.9
c.l.google.com. 6336 IN A 64.233.161.9
d.l.google.com. 6344 IN A 74.125.77.9
e.l.google.com. 6344 IN A 209.85.137.9
f.l.google.com. 6336 IN A 72.14.203.9
g.l.google.com. 6344 IN A 74.125.95.9

;; Query time: 55 msec
;; SERVER: 192.168.0.1#53(192.168.0.1)
;; WHEN: Sun Jun 28 11:07:35 2009
;; MSG SIZE rcvd: 367

Notare il server che viene usato.

module-init-tools 3.8

Giugno 25, 2009

ha cambiato le regole per modprobe. Mi spiego meglio: il file modprobe.conf dovrà trovarsi nella directory /etc/modprobe.d e qualsiasi file si trovi in questa directory deve avere l’estensione .conf. Se non si agisce in questa maniera vengono mostrati dei warning durante il boot e niente altro (è solo un avviso per una versione futura di module-init-tools). Fonte

Dato che rinominare tutti i file a mano usando mv o altro (chi usa MC o simili non so, non ho mai usato questi file manager) è fastidioso quindi ho pensato di usare qualcosa di più intelligente. Per esempio rename ma poi mi sono ricordato che Arch Linux non fornisce la versione “alla debian” che permette di usare le regex quindi ho abbandonato l’idea. Non ne ho nemmeno voluto sapere di fare un ciclo for (anche se è la soluzione che molti adotteranno o hanno già adottato).

Ho quindi preso mmv presente in AUR. Dopo alcuni vani tentativi sono riuscito, grazie a Nss su #linux di azzurra, a rinominare solo quelli che necessitano dell’estensione .conf (chi la ha già è inutile che ne abbia due di .conf giusto?).

Per rinominare più volte invece di fare così

mmv “*.conf” “#1″ ; mmv “*” “#1.conf”

cioé prima tolgo a tutti l’estensione e poi metterla a tutti quanti basta dare mmv, poi sullo standard d’input dare *.conf #1.conf poi * #1.conf e infine ^D. Per visualizzare meglio quello che ho cercato di spiegare:

mmv
*.conf #1.conf
* #1.conf

Funziona così: fra quelle righe comanda la prima che dice che tutti quelli che hanno estensione .conf devono rimanere tali, poi passa alla seconda che dice di aggiungere .conf a tutti i file (tranne però quelli della prima regola). Insomma si comporta in cascata ma in maniera mutamente esclusiva rispetto alle regole precedenti (un po’ come le Leggi della Robotica di Asimov). Altre informazioni su man mmv e qualche esempio qui

k3b e libmad

Giugno 2, 2009

Se per caso qualcuno di voi ha aggiornato alla versione alpha di k3b (quella in qt4 per intenderci) al primo avvio si viene avvertiti con

Mp3 Audio Decoder plugin not found.
K3b could not load or find the Mp3 decoder plugin. This means that you will not be
able to create Audio CDs from Mp3 files. Many Linux distributions do not include
Mp3 support for legal reasons.
Solution: To enable Mp3 support, please install the MAD Mp3 decoding library as
well as the K3b MAD Mp3 decoder plugin (the latter may already be installed but
not functional due to the missing libmad). Some distributions allow installation
of Mp3 support via an online update tool (i.e. SuSE’s YOU).

Niente paura, basta reinstallare libmad (anche se è già installato).

A8SC-4P107C: risparmio energetico. Parte V

Maggio 24, 2009

Quanto scritto in questo post è il seguito di quanto nei seguenti:

Ora sto usando il kernel Linux 2.6.29. Quindi per versioni inferiori, per esempio, alcuni percorsi in /sys potrebbero essere diversi.

Risparmio energetico Hard Disk tramite File System ext4 (ext3)

Possiamo far risparmiare il nostro Hard Disk tramite alcune opzioni di ext4 (ext3):

  • esistono 3 modi per fare il journaling: data=writeback, data=ordered, data=journal. Quello meno sicuro è il primo ma ottiene meno accessi al disco. Il più sicuro è l’ultimo ma si hanno più accessi al disco. Il secondo invece è l’impostazione di default. Più informazioni si possono trovare qua. Se vogliamo riassumere: se avete una partizione sulla quale potete rischiare che un file appena modificato diventi corrotto, nel caso di un inaspettato riavvio, potete mettere pure data=writeback. Altrimenti è meglio lasciare tutto con i valori di default;
  • si può anche disattivare il journaling con l’opzione noload. Sembra essere stato provato che ext4 senza journaling sia più performante di ext2 (che è il File System che non ha il journaling). Quindi se avete una partizione sulla quale non vi interessa preservare il File System, cioé a seguito di una corruzione dovete riformattare tutto con perdita dei dati, potrebbe essere una buona idea mettere ext4 con opzione noload. Potrebbe andare bene, per esempio, per chi ha una partizione separata per /var/cache/pacman;
  • per avere meno accessi al disco si può usare l’opzione relatime (l’evoluzione di noatime che non fa arrabbiare Mutt). Si fa in modo che venga aggiornato lo atime (il tempo di ultimo accesso) solo se quello precedente è diverso da mtime (il tempo di modifica) o da ctime (il tempo di accesso). Maggiori informazioni si possono trovare qui. Questa opzione non dovrebbe aver nessuna controindicazione (gli amici di Ubuntu la usano di default dalla versione 8.04);
  • commit: fa il sync (cioé scrive veramente sul disco) tutti i dati e metadati ogni tot secondi. Di default è 5 ma se c’è qualche furbo che mette 0 sappia che commit prende lo stesso 5. Dico subito che questo non inficia il journaling ma potrebbe provocare sgradevoli sorprese. Faccio un esempio con il valore di default, cioé commit=5. Siete in treno e avete il portatile alimentato a batteria, per una ragione a noi sconosciuta Linux va in crash: al massimo perdete tutto quello che avete scritto, della vostra tesi di laurea, negli ultimi 5 secondi. Quindi se volete mettere una valore maggiore di commit, per aver meno accessi al disco, siete avvertiti. Sempre facendo riferimento all’esempio di prima: 10 secondi farebbero bestemmiare chiunque scriva abbastanza veloce alla tastiera.
  • barrier è un’opzione presente solo in ext4 e diminuisce le performance dato che forza, in un certo qual modo, il journaling. Si può disattivare, rischiando in certe occasioni una corruzione dei dati come spiegato in quell’articolo, con l’opzione nobarrier.

Risparmio energetico Hard Disk tramite tmpfs

Ancora con tmpfs? Hai rotto il “ci a 2 zeta o”.

Più o meno, voglio sfruttare tutto questo giga di ram che mi ritrovo. Visto e considerato che il nostro laptop non fa da server e dei log di sistema ci interessa fin la perché non montare /var/log su tmpfs? Appunto, quindi su fstab ho aggiunto questa riga.

none /var/log tmpfs mode=1755 0 0

Direi che è un buon compromesso fra disattivare del tutto i log e averli sempre scritti sul disco. Lo stesso si può fare anche con /var/run e /var/lock

none /var/run tmpfs mode=1755 0 0
none /var/lock tmpfs mode=1777 0 0

Se qualcuno se lo chiede mode imposta i permessi nella stessa logica numerica di chmod, ho visto i permessi delle directory e ho impostato tmpfs di conseguenza.
Risparmio energetico Hard Disk tramite swappiness

La swap è una partizione importante, dovrebbe esserci sempre nonostante i giga e giga di ram che abbiamo.  Però possiamo aiutare il kernel nel dirgli: ok c’è, ma usane proprio quando strettamente necessario. Questa cosa si cerca già di fare ma in un portatile è ancora più importante. Ho così letto questa spiegazione per esseri umani. Ho modificato /etc/sysctl.conf aggiungendoci la riga vm.swappiness = 30. In questo caso ho preferito non masturbare il kernel dicendogli nell’avere un valore di swappiness differente a seconda dell’alimentazione.

Risparmio energetico USB

Ho trovato interessante questa lettura. Spiega anche il famoso usbcore.autosuspend=1
che ci consiglia powertop
e che a me non interessa perché il delay mi va bene anche al valore di default cioé 2.

Di solito chi usa il portatile non ha device USB inseriti (anche se alcuni interni, come il bluetooth, sono sempre USB). Quindi perché dare tutta la corrente a tutte le porte? Appunto! Occhio prima di procedere con quanto indicato, non fatelo se non sapete quali dispositivi USB state disattivando sopratutto sul computer fisso: tastiera, mouse? Sennò non potete più accedere al sistema!

Per sospendere l’alimentazione a tutti (che è come fare l’autosuspend con delay 0)

echo suspend > /sys/class/usb_device/*/device/power/level

mentre per ritornare alla situazione di default

echo auto > /sys/class/usb_device/*/device/power/level

Comunque ho notato che se attacco un device o se riattivo il bluetooth il corrispondente livello ritorna, da solo, alla situazione di default. Almeno da quanto ho letto dalla documentazione per un device USB potrebbe essere normale (peccato che sul fisso, sospendendo tutto, né mouse ne tastiera volevano tornare alla situazione di prima).

Undervolting CPU

Dato che sto ancora provando, più o meno, vi consiglio di darvi una letta a questo topic presente nel forum di Arch Linux. Ho cercato di spiegare e scovare tutte le informazioni per configurare l’undervolting di una CPU Intel Dual Core (che io sappia non esiste una documentazione e bisogna poprio andare di google e forum ufficiale del progetto). Quindi aspettatevi, magari fra qualche mese o mai, una Parte VI per la gestione energetica dove illustrerò i valori minimi di Volt da dare in pasto al mio T7250.

E anythings.zsh?

Vero? Non vi ho ancora dato l’ultima versione del mio script omnicomprensivo che intercetta qualsiasi evento acpi per il semplice fatto che potete trovarlo qua (insieme ad rc.local…).

Configurazione Kernel Linux…in Italiano!

Aprile 3, 2009

immagine

Vi siete sempre chiesti se c’era un sistema per configurare il Kernel Linux, con i vari strumenti, in Italiano ma non avete mai osato chiedere? La risposta è sì, sì può fare!fj_015

Grazie a questo link ora su AUR potete trovare un pacchetto bello che pronto. Spero solo di aver creato un PKGBUILD decente, sinceramente come nome non mi veniva in mente altro che linux-it.mo.

Ciao a tutti!

Lightscribe per Arch Linux a 64 bit

Marzo 22, 2009

Su AUR ho messo tutto quanto conosciuto nell’universo GNU/Linux per l’uso del LightScribe. Il server per far andare gli altri client. Il client per la gestione delle sole immagini (quello della Lacie) e quello solo per il testo e qualche immagine di contorno.

4L: LaCie LightScribe Labeler for Linux

4L: LaCie LightScribe Labeler for Linux

Lightscribe Labeler

Lightscribe Labeler

Lightscribe Labeler

Lightscribe Labeler

Non ho fatto un gran lavoro, ho preso il PKGBUILD per le versioni a 32 bit, cambiato le dipendenze, messi due .desktop e un’icona.

PS prima assicuratevi di avere un masterizzatore con il LightScribe e relativi supporti CD/DVD però!

Xfce 4.6 + compiz

Marzo 17, 2009

Ne vado particolarmente fiero di come ho reso il desktop..

Desktop vuoto

Desktop vuoto

Desktop pieno

Desktop pieno

Non faccio vedere il cubo perché mi freeza il sistema ogni tanto (considerando che uso i radeonhd neanche mi lamento)