visto dagli americani. Ogni volta che si nomina la Guerra del Vietnam, in qualche film o telefilm americano, qualcuno afferma, rivolto di solito a qualche scettico facendolo sembrare il cattivo della situazione, che i soldati sono morti per “darci la libertà di cui godiamo oggi” o una cosa del genere.
Cioé fatemi capire: lo stato A manda l’esercito all’altro capo del mondo perché B e C si fanno la guerra. Lo stato A aiuta C perché i B la pensano diversamente da C e noi lo stato A è nemico ideologico di B e lo stato A cerca di schiacciare B. Muoiono un casino di soldati dello stato A. Lo stato B vince e riunifica B e C in D.
Quindi io mi sento stupido ma se uno è morto perché, di sua iniziativa, ha cercato di salvare la propria casa dall’invasione di un nemico che vuole uccidere me e la mia famiglia, solo per motivi ideologici, questo io lo chiamo eroe. Ha difeso la libertà perché ha fatto in modo che un giorno io potessi essere libero. Come i partigiani.
Sì ripeto, sono stupido. Se io dovessi andare ad ammazzare una persona che non mi ha mai fatto niente, che non ho mai visto, che non sta invadendo il mio paese solo perché lo ha ordinato il mio governo io non mi sentirei un eroe né mi sentirei di portare la libertà. Né dello stato che sto invadendo né a casa mia che sta dall’altra parte del mondo. Mi sentirei un invasore di uno stato straniero. Non un liberatore della mia casa.



