Ho guardato tutte le puntate del il prigioniero. Mi rendo conto che, per l’epoca in cui è stato trasmesso, ha inserito alcune novità (torture psicologiche, fantascienza e via dicendo) in un’unica serie. Per non parlare del villaggio che sembra uno di quei luoghi assurdi ed onirici usciti dai nostri sogni.
Da manicomio sono anche tutte le contraddizioni che ci sono fra le puntate. Solo in una l’elicottero è radiocomandato, infatti numero 6 viene fatto ritornare sull’isola dopo un breve tentativo di evasione. Ma in ben due puntate (lo scacco del barbiere e il complotto) quando scappa lo scienziato oppure il vecchio numero 2 l’elicottero va per i cavoli suoi. Nemmeno il pilota dell’elicottero viene richiamato al villaggio per riportare i due fuggitivi.
Ci sono poi due puntate in cui lui ritorna a casa: in ritorno a casa si ritrova il villaggio deserto, scappa e a Londra racconta tutto ai suoi ex superiori mentre in lo scacco del barbiere viene di fatto fregato dai suoi ex superiori e fatto ritornare all’isola. So che le puntate sono state trasmesse alla rinfusa e non nell’ordine in cui sono state prodotte ma in entrambi i casi ci si trova davanti a un ovvio paradosso: in entrambi i casi è la prima volta che ritorna. Se prima torna e racconta tutto la seconda volta, in cui viene fregato, che ha il diverso perché nessuno gli crede? Anche perché nell’episodio sembra proprio che sia passato un anno e che sia tutto il tempo trascorso della sua prigionia. Oppure se invertiamo le puntate: prima viene fregato e ovviamente nell’altra col cazzo dovrebbe ritornare a Londra. Secondo me hanno fatto apposta, oppure i vari sceneggiatori non si sono messi d’accordo. Nella puntata il complotto fanno un turpiloquio sulla porta dell’appartamento del numero 6 se doveva rimanere aperta o chiusa: ma se le porte si aprono e chiudono da sole!!!
A parte queste contraddizioni, o forse anche grazie a queste, la serie mantiene un fascino sull’allucinatorio perverso. Ci si pongono domande da far venire il mal di testa purché, come faccio io, si lasci perdere di domandarsi: dove cazzo sta l’isola, perché vogliono sapere il motivo delle dimissioni, se sono tutti d’accordo o no, chi comanda…chi è il numero 1 lo capite però alla fine della serie (e lì state al piano terra sennò vi buttate di sotto). In fondo l’isola è il mondo moderno impazzito: le tecnologie sono usate per dominare le masse, tu non sei una persona ma un numero, la tua identità viene annientata, devi fare parte della massa sennò finisci in manicomio. Io mi sono gustato i vari metodi di coercizione mentali e sopratutto l’atteggiamento del protagonista, nonché ideatore, Patrick McGoohan.
E ricorda ad alta voce: I am not a number, I am a free man!!
PS A me questo telefilm ha ricordato Nowhere Man infatti ci sono molte assonanze tali da dedurre che questa serie sia un remake de il prigioniero. Per fare un esempio entrambi i protagonisti, ogni puntata, vivono delle avventure che farebbero uscire di senno chiunque.




Maggio 29, 2009 a 1:20 am
Ho visto il pilot e il secondo episodio, quindi non posso esprimermi in una recensione completa (sei stato parco con gli spoiler), ma devo dire che la tv inglese sembrava essere innovativa già negli anni ‘60, parlando di temi che in altri paesi (ma anche in altre epoche: l’Italietta di adesso…) non avrebbero mai affrontato. Nei prossimi mesi mi dedicherò un pò di più ai telefilm, quindi anche a Il prigioniero: si aprirà la Gegio Season!!!