Internet: la visione di d’Alia e della Carlucci

Aprile 30, 2009

Faccio un piccolo riassunto sulle idee di questi due parlamentari che, credo, non sappiano accendere un pc né abbiano una qualsivoglia conoscenza tecnica riguardo le reti di telecomunicazioni in generale.

Gianpiero D’Alia

La sua proposta era mirata alla chiusura di interi Social Network (Youtube, Facebook ecc.) se questi fossero stati mezzi di diffamazione.

Alla domanda se questo tipo di interventi non rischi di censurare pesantemente la Rete, a iniziare dall’oscuramento completo di YouTube e Facebook, il senatore D’Alia ha risposta: «Io non sono né per chiudere Facebook né per chiudere YouTube, io sono perché Facebook e YouTube rispettino le vittime di mafia, le vittime del terrorismo e le vittime degli stupri. Se non le rispettano non possono avere il rispetto dello Stato, quindi vanno chiusi».

Dopo moltissime critiche d’Alia non cambia una virgola del suo emendamento ma afferma, cito quanto apparso sulla Stampa,

«Il mio emendamento – ribatte il presidente dei senatori dell’Udc, Gianpiero D’Alia- ha l’obiettivo di colpire i singoli reati, rafforzando i poteri dell’autorità giudiziaria: solo se vi sono concreti elementi per i quali l’autorità giudiziaria ritiene che qualcuno compia attività illecita su Internet, infatti, il ministro dell’Interno può intervenire decretando l’interruzione della sola attività illecita».

  • Quindi se uno entra in un treno con una bandiera Nazista cosa si fa? Si chiude l’intero apparato ferroviario Italiano?
  • Allora se a me sta sul cazzo Facebook basta che inizi a proclamare un assassino, come Mangano, un eroe e chiudono Facebook? Ah no…scusate quello è il Presidente del Consiglio, forse chiuderebbero il Parlamento;
  • Come fa l’Italia a chiudere un Social Network che, fisicamente, sono geograficamente localizzati a livello internazionale? Forse voleva dire oscurare, ma tanta è l’ignoranza…
  • Nel partito dell’onorevole, UDC, è praticamente pieno di mafiosi (Cuffaro per dirne uno). Per non parlare del Parlamento, a quanto sono i condannati in via definitiva? Ho perso il conto…
  • Sarebbe il Governo a decidere quale sarebbe la forma di attività illecita e non l’apparato Giudiziario (come già succede). Praticamente il Governo in carica potrebbe oscurare/censurare interi Social Network dal giorno alla notte. Praticamente come fanno le dittature in Cina e in Birmania.

Per fortuna questo emendamento, che sarebbe dovuto comparire come articolo del Pacchetto Sicurezza (sicurezza di chi?), è stato cancellato. Ripeto: Pacchetto Sicurezza. Ma sicurezza di chi? Di noi cittadini liberamente informati tramite Internet? O dei politici puntualmente sputtanati tramite le notizie che appaiono in rete e che non passano nei media tradizionali?

Gabriella Carlucci

Nelle sua visione Internet non dovrebbe essere anonima: qualsiasi utente che accede alla rete si dovrebbe autenticare con nome e cognome. Il che da già un indizio sulla voragine di ignoranza che circonda la persona per poter sparare una cazzata del genere. Meglio leggersi questo articolo della Repubblica per farsi un’idea (io non ho voglia di spiegarlo perché mi addentrerei in spiegazioni tecniche di TCP/IP, cookies, analisi del traffico, per vedere quanto sia anonima la navigazione in Internet ma potete arrangiarvi con google e wikipedia).

Messa alle strette la Carlucci incomincia a starnazzare che questa proposta di legge sarebbe anti-pedofilia (cosa di cui già si occupa la Polizia postale). Peccato che sulle quattro pagine della sua proposta questo argomento prende, sì e no, un misero articoletto. Poi si scopre la vera motivazione: è l’ennesimo attacco alla pirateria informatica. Lei ha copiato il documento Word, creato dal presidente di UNIVIDEO, e spacciato come suo. Viva il diritto d’autore eh?

Ma tralasciando quanto scritto sopra, che meriterebbe post interi, perché si fanno gli interessi di UNIVIDEO (Unione Italiana Editoria Audiovisiva) e non di noi comuni cittadini? Perché si nasconde fino alla fine cosa voleva fare la Carlucci?

Comunque sia non ho ben capito questa proposta che fine abbia fatto.

5 Risposte a “Internet: la visione di d’Alia e della Carlucci”


  1. [...] Giugno 14, 2009 attacco alla rete. Dopo d’Alia e la Carlucci ci risiamo. Cioé chiunque con qualsiasi mezzo può dirmi sul mio blog “voglio che rettifichi qua e là [...]


  2. [...] Voglio sottolineare che già il DDL Alfano (non è il Lodo Alfano, quella è un’altra porcheria) già si occupa di bloccare, di fatto, le intercettazioni: possono essere solo fatte in caso di evidenti indizi di colpevolezza (in quasi i tutti i casi si fanno proprio per sgamarti) o di terrorismo (i mafiosi e i bancarottieri, per esempio, non sono considerati terroristi). E mentre fa questo vuole imbavagliare la rete come è stato nel passato. [...]


  3. [...] dubbi, domande…perplessità DDL Alfano: intercet… su Internet: la visione di d…Siriano su A me Paolo AttivissimoCome al solito … su Per fortunabalconaggio su [...]


  4. [...] domande…perplessità ugaciaka su A me Paolo AttivissimoPubblicità secondo l… su Internet: la visione di d…DDL Alfano: intercet… su Internet: la visione di d…Siriano su A me [...]


  5. [...] Censurare internet è una parola troppo piccola. Ci vogliono far passare tutti per dei pedofili per salvaguardare gli interessi di pochi, per fare il mazzo ai blog che sono uno dei pochi mezzi in [...]


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